Riforma organica delle procedure concorsuali

Presentato il disegno di legge delega della Commissione Rordorf.

La Commissione istituita ad inizio anno dal Ministro Orlando e presieduta dal magistrato Renato Rordorf ha presentato pochi giorni fa lo schema di disegno di legge recante la Delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza, che porterà all’elaborazione di un nuovo testo unico in materia concorsuale, superando così completamente la legge fallimentare del ’42. Ecco il testo integrale dello schema di disegno di legge delega: LINK PER SCARICARE IL TESTO DELLO SCHEMA DI LEGGE

Dopo gli interventi tampone del governo emessi in corso d’anno (primo tra tutti il dl. 83/2015, convertito in l. n. 132/2015), arriva finalmente la preannunciata revisione organica della disciplina concorsuale e più in generale dell’insolvenza e delle crisi di impresa, con significative novità rispetto al passato – prima tra tutte l’abolizione del termine fallimento, che dovrà essere sostituito da espressioni equivalenti quali “insolvenza” o “liquidazione giudiziale”.

Se infatti la mini riforma estiva ha apportato importanti novità principalmente in ambito di concordato preventivo – con l’apertura a proposte ed offerte concorrenti, l’introduzione di gare competitive virtuose anche in caso di presenza di offerte e l’introduzione di una percentuale di soddisfacimento minima per quanto riguarda i creditori chirografari –  lo schema di legge presentato dalla Commissione Rordorf contiene importanti novità non solo rispetto alla disciplina delle procedure concorsuali già esistenti, ma anche e soprattutto sulla disciplina generale dell’ insolvenza e delle crisi di impresa.

Una delle più interessanti novità contenute all’interno della proposta della Commissione Rordorf riguarda l’introduzione delle procedure di allerta, finalizzate a far emergere più velocemente, ed in tempi utili per evitare la débâcle dell’impresa, gli stati di crisi. La proposta contiene infatti una serie di incentivi  (il cui contenuto resta da precisare) per l’imprenditore che avvia la procedura volontariamente, e al tempo stesso contempla diversi deterrenti per chi resta inerte nonostante i segnali di allarme (con l’introduzione peraltro di una nuova figura di bancarotta semplice). Inoltre, in caso di inerzia da parte degli amministratori, anche gli organi di controllo, primo tra tutti i collegi dei sindaci, potranno segnalare agli organismi di composizione della crisi lo stato di insolvenza in cui versa l’impresa; potrà così essere nominato un mediatore che avrà il compito di elaborare, in accordo con i creditori, un piano di risanamento aziendale.

La proposta di riforma, composta complessivamente da 16 articoli, tocca poi anche altri numerosi profili, tra cui i principali sono: amministrazioni straordinarie - la cui disciplina non sarà più unica per ogni tipo di società, ma si sdoppierà a seconda delle peculiari caratteristiche delle imprese in stato di insolvenza che ricorrono a questa tipologia di procedura concorsuale; disciplina dei gruppi di impresa; introduzione della disciplina del fallimento dei gruppi; modifiche alla procedura di esdebitazione e sovraindebitamento; modifiche alla disciplina liquidazioni coatte amministrative; introduzione della specializzazione della magistratura; modifiche alla disciplina degli accordi di ristrutturazione dei debiti e dei piani attestanti il risanamento.

Il testo attualmente presentato potrebbe subire qualche modifica rispetto al testo definitivo – previsto in consegna per fine anno, a seguito delle Consultazioni già avviate dalla Commissione con le principali associazioni di categoria interessate, in grado di offrire un apporto utile alla stesura definitiva. In particolare, la Commissione in data 2 dicembre ha avviato le consultazioni con Confindustria, Assosime, e CNDCEC.

Lo stesso Ministro Orlando pochi giorni fa ha confermato l’avvio dell’iter di riforma per gennaio 2016; resta da capire quale sarà l’iter con cui si arriverà alla discussione e alla stesura definitiva del testo della riforma. Sul punto, anche a seguito delle indicazioni del Ministro Orlando, prende sempre più corpo la possibilità che la riforma venga presentata  come provvedimento autonomo in Consiglio dei Ministri.


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