Nardi Elettrodomestici, l’industria che salvò il Milan in cerca di una seconda primavera…

Scade il 13 dicembre l’asta per la cessione di marchio e ramo d’azienda. Le offerte sul portale industrialdiscount.it

Il conto alla rovescia è scattato. Si chiuderà alle ore 12 del prossimo 13 dicembre l’asta relativa alla cessione del ramo d’azienda per la produzione di elettrodomestici ad incasso della Nardi Srl. L’obiettivo è ovviamente assicurare un futuro ad un marchio storico del made in Italy industriale cresciuto tra Lombardia e Veneto e soprattutto garantire liquidità ai creditori del fallimento dichiarato nel luglio scorso dal Tribunale di Monza, tra i quali figurano anche molti ex dipendenti. Proprio la crisi di liquidità è all’origine del crac dell’azienda, costretta ad interrompere la produzione dello stabilimento di Sernaglia della Battaglia, in Veneto, non perché mancassero le commesse, bensì per via della insufficiente disponibilità economica funzionale all’acquisto delle materie prime. D’altronde, a testimoniare che il marchio Nardi, nonostante la crisi, conservi intatto il suo appeal di mercato, lo testimoniano gli ordini giunti in sede fino all’ultimo, nonché l’interesse paventato da potenziali acquirenti turchi e cinesi. Ora, dunque, la procedura concorsuale cerca ufficialmente nuovi imprenditori interessati a rilevare in blocco il ramo della storica azienda e lo fa affidandosi al network It Auction, società specializzata nell’organizzazione, gestione e sponsorizzazione di aste competitive online. Mediante il proprio portale Industrial Discount (http://www.industrialdiscount.it/), riservato alle vendite di beni industriali, It Auction ha quindi aperto la procedura di vendita tramite incanto che, come detto, si chiuderà alle 12 del 13 dicembre.

Collegandosi all’indirizzo web http://www.industrialdiscount.it/aste/cessione-ramo-di-azienda-produttrice-di-elettrodomestici-da-incasso-1445/ è possibile visionare i beni all’asta, suddivisi in 10 lotti ma acquistabili solo in blocco con prezzo di partenza pari a 1.512.000 euro. Il ramo di azienda in vendita, oltre allo storico marchio Nardi, comprende macchinari e linee produttive, carrelli elevatori, strumenti da laboratorio, uffici, scaffalature, stampi di proprietà, magazzino con materie prime, prodotti finiti e semi lavorati, hardware e software. Dalla sezione ‘documentazione’ della pagina web è possibile scaricare le perizie dei beni all’asta, nonché il regolamento per presentare un’offerta. 

Una storia imprenditoriale lunga più di mezzo secolo quella della Nardi Elettrodomestici, azienda simbolo del made in Italy fondata 58 anni fa a Paderno Dugnano, cuore della provincia industriale milanese, dal trevigiano Gianni Nardi. Cresciuta in Lombardia, la Nardi si era poi sviluppata aprendo lo stabilimento di Sernaglia della Battaglia, in quel ‘Quartier del Piave’ che aveva dato i natali al suo stesso fondatore, poi un terzo a Palazzolo Milanese e successivamente persino in Portogallo e Polonia. Dietro a quella crescita le intuizioni del patron, vero self-made-man di una volta, colui che giorno dopo giorno aveva reso la sua azienda un colosso internazionale nella produzione di piani cottura, forni, frigoriferi e lavastoviglie.

Nardi, in quegli anni, forse non lo sapeva, ma stava scrivendo le pagine di una bellissima avventura imprenditoriale italiana, di quelle  intrise di epica nazionalpopolare fino al midollo. Con lui, infatti, il mondo dell’impresa, dei capitani d’industria, si innamorò nuovamente del pallone, del giuoco del calcio. Fu proprio lui, il ‘signore degli elettrodomestici, ad inizio anni ’80, a salvare il Milan dal baratro del fallimento e a gettare le basi per la ricostruzione vincente avviata poi da Silvio Berlusconi. Quella generosità, quell’altruismo verso i colori rossoneri, valse a Nardi il titolo di vicepresidente onorario del club, titolo che l’imprenditore ha conservato fino alla morte, avvenuta nell’ottobre 2011. “Diedi la mia disponibilità a Berlusconi - ricordava Nardi - con la promessa di avere un Milan pulito e di rinunciare ai miei crediti. Berlusconi mi nominò vicepresidente a vita e mi assicurò che avrebbe costruito la squadra più forte del mondo”. E così andò. Oggi, proprio come il Milan, che con gli yen cinesi punta a tornare in alto, anche la Nardi è in cerca di una seconda gloriosa primavera e di qualcuno pronto a scommettere su nuove prospettive di futuro.

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