Le modifiche alla legge fallimentare a seguito del D.L. n. 59/2016.

Alcune novità atte a velocizzare il procedimento di realizzazione del credito.

 

In attesa della riforma della legge fallimentare, novità in tema di procedure concorsuali sono state apportate recentemente dal D.L. 59/2016, c.d. decreto banche. Il provvedimento, convertito con L.199/2016, è teso in generale a velocizzare il procedimento di realizzazione del credito, e contiene tra le altre misure anche modifiche in materia concorsuale.

L’unico articolo del provvedimento che interviene a modificare in maniera diretta la legge fallimentare è l’art. 6, che disciplina in primo luogo (comma 1, lett.a)),  la possibilità di costituzione telematica del comitato dei creditori, che potrà formarsi quindi  senza necessità di convocazione davanti al curatore, con la semplice accettazione della nomina da parte dei suoi componenti, anche prima dell’elezione del suo presidente. Una norma, sicuramente tesa a velocizzare e semplificare la procedura.

La successiva lettera b) introduce la possibilità, lasciata al giudice delegato, di optare per lo svolgimento dell’udienza dell’esame dello stato passivo in via telematica, quando questa coinvolga un numero elevato di creditori, e avuto riguardo in ogni caso anche all’entità del passivo complessivo. Non quindi una facoltà indiscriminata quella lasciata al magistrato, ma vincolata alla presenza degli elementi sopracitati. Il fine, ancora una volta, è quello di velocizzare l’iter procedurale, salvaguardando in ogni caso il contraddittorio e la possibilità di effettiva partecipazione dei creditori, con l’obiettivo di assicurare la formazione dello stato passivo tendenzialmente in un’unica udienza.

Il legislatore lascia libertà in ordine alle modalità operative di svolgimento dell’adunanza telematica, prevedendo peraltro espressamente la possibilità di utilizzo di strutture informatiche messe a disposizione da soggetti terzi (curatori, cancellerie, soggetti specializzati); l’auspicio è quindi quello della costituzione di vere e proprie conferenze telematiche, organizzate in modo da garantire, per ciascun creditore, la possibilità di esprimere il proprio voto, nonché la facoltà di poter esercitare tutte le prerogative riservategli dalla legge.

Modificati i anche gli artt. 163 e 175 l.f., secondo cui ora è possibile anche in caso di concordato preventivo svolgere l’adunanza dei creditori, nonchè discutere della proposta di concordato del debitore e delle eventuali proposte concorrenti con un’adunanza telematica (lett. d,e); anche in questo caso l’opzione per la modalità telematica viene decisa dal giudice delegato ed è vincolata alla sussistenza dei due parametri già visti (coinvolgimento elevato numero di creditori e entità stato passivo che giustifichi la modalità telematica); in caso di svolgimento telematico, la discussione sulla proposta del debitore e sulle eventuali proposte concorrenti viene disciplinata con un decreto di natura sostanzialmente regolamentare, da assumere almeno dieci giorni prima dell’adunanza stessa, e non sottoponibile a reclamo.

Anche in questo caso quindi, pur con l’obiettivo di velocizzare e razionalizzare i tempi di svolgimento delle procedure, considerata la delicatezza e l’importanza degli interessi in gioco – ossia la possibilità per tutti i creditori di esercitare i propri diritti previsti dalla legge – la prerogativa di poter optare o meno per lo svolgimento in via telematica viene lasciata al giudice delegato e al tribunale.

Viene infine inserita un’ulteriore giusta causa di revoca del curatore (in aggiunta a quella già introdotta dal D.L. 83/2015 e relativa al mancato rispetto, senza giustificato motivo, dei termini previsti dal programma di liquidazione), consistente nell’ingiustificato mancato rispetto dell’obbligo di ripartizione quadrimestrale da parte del professionista (lett. c) – salve le specifiche previste dalla successiva lett. c bis). Il giudice delegato che non ravvisi il rispetto dell’obbligo di ripartizione potrà pertanto, anche d’ufficio, attivare il procedimento per la revoca del curatore.

Novità in materia concorsuale si ravvisano anche all’interno dell’art. 3 del provvedimento, istitutivo del registro delle procedure di espropriazione forzata immobiliari, delle procedure di insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi (c.d. registro dei debitori), che consiste di fatto in un’anagrafe elettronica completa di tutte le procedure concorsuali, paraconcorsuali ed espropriative all’interno di un registro tenuto presso il Ministero della Giustizia.

All’interno del registro infatti verranno pubblicate informazioni e documenti relativi a: a) procedure di espropriazione forzata immobiliari; b) procedure di fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa; c) procedure di omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis L.F. e piani attestati ex art. 67 comma 3 lett. d L.F.; d) procedure di amministrazione straordinaria; e) procedure di sovraindebitamento disciplinate dalla L. 3/2012.

Il registro, accessibile attraverso i canali della Banca d’Italia, si comporrà di una sezione pubblica gratuita e di una sezione ad accesso limitato e a pagamento. La sezione ad accesso pubblico conterrà sostanzialmente tutte le informazioni ed i documenti definibili obbligatori (rif. Art. 24 paragrafo 2 Regolamento UE 848/2015), quali: data di apertura dell’insolvenza; nominativo giudice delegato e numero di ruolo della posizione; tipo di procedura; natura giuridica, nominativo, numero di iscrizione e sede legale ovvero indirizzo postale del debitore; indirizzi dei professionisti nominati ad occuparsi della procedura; termine per l’insinuazione al passivo; data di chiusura della procedura; eventuali dati relativi ai tempi e all’andamento della procedura, etc.

Nella sezione ad accesso limitato, invece, saranno contenute tutte le informazioni e i documenti che saranno puntualmente determinati con decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia assunto di concerto con il Ministero del dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro 120 gg. dall’entrata in vigore della legge di conversione. Lo stesso decreto dovrà determinare inoltre le concrete modalità di pubblicazione, l’indicazione dei soggetti tenuti ad effettuarla, le categorie dei soggetti che potranno accedere alla sezione nonché il relativo costo, e le eventuali limitate eccezioni alle pubblicazioni (in caso di sussistenza di comprovate necessità di riservatezza).

Viene lasciata al giudice delegato o comunque al tribunale competente (comma 6) la facoltà di limitare, su richiesta del debitore, del curatore, del commissario giudiziale, dei creditori o in generale di chiunque vi abbia interesse, la pubblicazione di un documento o di una sua parte, quando esista un evidente e motivato interesse alla riservatezza, previa eventuale imposizione del pagamento di una cauzione all’istante. L’istituzione del Registro permetterà quindi una più celere verifica della posizione debitoria di ciascun soggetto, nell’ottica, anche in questo caso, di velocizzare la soddisfazione dei vari creditori coinvolti; evidente, comunque, la natura sostanzialmente “sanzionatoria” del registro che di fatto sarà uno strumento attraverso cui chiunque, in qualsiasi momento e gratuitamente, potrà verificare la posizione debitoria dei propri debitori.

L’art. 5, infine, prevede la possibilità di accesso, da parte degli organi delle procedure concorsuali, alle informazioni contenute nelle banche dati: la norma si ricollega alla tematica della ricerca dei beni da pignorare da effettuarsi per via telematica, attualmente disciplinata dall’art. 492 bis c.p.c. e richiamata dall’art. 155-sexies disp att. c.p.c. Ora quindi il curatore, il liquidatore ed il commissario giudiziale potranno avvalersi di tali strumenti – pur in assenza di un titolo esecutivo – nei confronti dei soggetti verso cui la procedura concorsuale vanta ragioni di credito.

Concludendo, tutte le novità apportate dal provvedimento si muovono nella direzione di una più razionale e veloce realizzazione del credito, nell’ottica del perseguimento di una sempre più reale e veloce soddisfazione delle ragioni creditorie. Interventi non incisivi in materia concorsuali ma comunque importanti in un’ottica di razionalizzazione delle procedure, in attesa della riforma Rordorf, che avrà il compito di modificare, o meglio riscrivere completamente, l’intera normativa concorsuale.

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