L'asta del Tribunale? IT Auction la batte online.

Oggi sul Corriere della Sera e su Corriere Imprese.

IT Auction fa nuovamente parlare di sè.

Guardando oltremanica ha scardinato il monopolio degli Istituti Vendite Giudiziarie (Ivg) in Italia. E nei primi sei mesi del 2016 ha già raggiunto il fatturato del 2015. La chiave del successo? «Velocizzare i tempi e massimizzare le vendite».

It Auction, la casa d’aste online, con sede centrale a Faenza (Ra) è stata fondata nel 2011 da Renato Ciccarelli. «Ogni anno - spiega - liquidiamo circa 400 procedure concorsuali e per il numero di aste organizzate siamo la casa d’aste online più grande d’Europa». Un tipo di vendita nato nei paesi anglosassoni che in Italia rappresenta appena il 10% del mercato e It Auction ne gestisce una buona parte.

«Dopo la tesi di laurea in diritto fallimentare ho iniziato a collaborare con aziende che trattavano procedure concorsuali organizzando aste in Gran Bretagna». Poi la svolta nel 2011. «In quel periodo anche l’Italia aveva iniziato ad aprirsi alla vendita online e ho pensato che era arrivato il momento di cambiare. Così è nata It Auction: una casa d’aste online basata sulla trasparenza. Spesso infatti in Italia quando si parla di aste si pensa a una procedura complicata, fumosa, burocratica, spesso soggetta alle turbative d’asta. It Auction è l’esempio che non funziona così».

L'intuizione di Ciccarelli è stata quella di inserirsi in un mercato bloccato: quello delle procedure concorsuali, dei fallimenti e delle liquidazioni, che passano inevitabilmente attraverso i tribunali. Un’intuizione supportata anche dalla legislazione. Infatti con la legge fallimentare del 2006 «le vendite e gli atti di liquidazione sono effettuati dal curatore tramite procedure competitive anche avvalendosi di soggetti specializzati».

Come segue It Auction la procedura che dal fallimento porta alla vendita? «Lavoriamo con 90 tribunali italiani, raggiungendo circa 400mila potenziali compratori in tutto il mondo. Dopo esserci rapportati con i tribunali e con i curatori fallimentari dividiamo i beni di ogni procedura concorsuale in lotti, poi mettiamo tutto online per i vari esperimenti. La base d’asta è determinata dalla perizia del tribunale, quindi inizia il rilancio».

Ma l’approccio iniziale con i tribunali non è stato dei più semplici. «Il mio progetto ha scardinato il meccanismo degli Ivg che fino a quel momento vendevano quasi tutto sul posto, pubblicando gli annunci sui quotidiani locali. It Auction è invece un soggetto specializzato con un obiettivo: raggiungere il migliore valore di mercato pubblicizzando al massimo le vendite».

E il meccanismo di acquisto è semplice. Ci si registra al portale in cui il lotto che interessa è in vendita e si versa una cauzione tramite carta di credito. A questo punto è possibile inserire la propria offerta, inoltre via mail si viene avvisati qualora la propria offerta sia superata da un altro partecipante. La cauzione viene poi trattenuta solo al vincitore dell’asta. «La trasparenza è resa possibile dalle nuove tecnologie e dalla rete di professionisti sparsa in tutta Italia che si relaziona con il quartier generale faentino». Ma It Auction ha una sede anche a Milano e a Cerreto D'Esi in provincia di Ancona; «nelle Marche abbiamo inaugurato il nostro primo negozio dove vendiamo i beni da procedure concorsuali. Infine da 8 mesi abbiamo aperto una sede a Barcellona».

E se il mercato spagnolo rappresenta una sfida per il futuro, l’azienda di Ciccarelli non si ferma qui. «Gli acquirenti che comprano tramite smartphone o tablet sono il 36%. Stiamo studiando nuove applicazioni e creando un nuovo sito dedicato al luxury discount. Infine abbiamo iniziato a lavorare con le grandi società di leasing. L’ingresso della casa d’aste online in questo mondo ha rivoluzionato i consueti meccanismi di recupero e vendita dei beni e oggi molte società di leasing si affidano ai nostri servizi».

L'azienda conta 30 dipendenti e 5mila nuovi utenti registrati al mese, 400mila iscritti alla newsletter e oltre 10mila visite giornaliere ai tre portali, ognuno dei quali cura un settore: industriale (Industrial Discount), stock e prodotti finiti (Public Discount) e immobiliare (Real Estate Discount). «Su ogni vendita incassiamo una percentuale diversa: sull’immobiliare varia dal 1,50 al 3, sull’industriale è del 10, mentre per il settore stock e prodotti finiti è il 15%. Al momento la locomotiva è l’industriale, nello specifico il settore delle macchine movimento terra».

It Auction nel 2015 ha registrato un fatturato di 2 milioni e 500mila euro. «Nei primi sei mesi del 2016 abbiamo già raggiunto la stessa cifra. Contiamo di chiudere l'anno con un +50%. I nostri conti chiudono sempre in pareggio o con piccoli utili perché reinvestiamo tutto in nuove tecnologie».

 

Oggi sul Corriere della Sera e su Corriere Imprese, a cura di Anna Budini

 

 

 

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