L'alimentare resiste alla crisi: tre realtà su cui puntare

Az e Faraci: due grandi marchi all'asta acon It Auction. E non dimenticate l'Antica Osteria

Tra le tante aste It Auction, non sono pochi i lotti provenienti da aziende che hanno fatto la storia del loro settore o della loro città. Frammenti di storia dell'imprenditoria italiana che si possono acquistare nel portale Industrial Discount. E' il caso di Faraci, industria siracusana che dal 1970 è specializzata nella produzione di pasta.

Il primo esperimento d'asta per i quattro lotti (valore totale 4,5 milioni di euro) si è chiuso senza offerte lunedì 17. In vendita un immobile a tre piani di 781 metri quadri destinato a pastificio, al cui interno si trovano - tra le altre cose - laboratorio di analisi, sala macchine e magazzino. In aggiunta nel lotto è compreso il magazzino e l'edificio destinato agli uffici.

All'asta pure i macchinari e un impianto fotovoltaico piuttosto recente, entrato in funzione soltanto nel 2012. Il lotto più particolare è però proprio lo storico marchio Faraci, risalente al 1930, che costituisce il patrimonio culturale dell'azienda che da sempre produce pasta di semola di grano duro, raccolto nei campi siciliani. Negli ultimi anni il marchio si è consolidato nel mercato siciliano ed ha pianificato uno sviluppo in campo internazionale.

Lunedì è scaduto anche il termine della consegna delle buste per l'Antica Osteria del Teatro, ristorante piacentino tra i più noti. Si aprirà quindi il secondo esperimento d'asta per l'unico locale della città inserito nelle guide Michelin, dopo che il primo tentativo di vendita era andato a vuoto.

Venerdì, infine, si è chiusa l'asta per Az Surgelati spa di Marcianise, fondata nei primi anni '90 ed oggi in liquidazione. Fino al luglio del 2013 era leader in Europa per la produzione, la surgelazione e il confezionamento di pizze e prodotti al forno. Un impianto industriale di 18mila metri quadri in cui venivano prodotte ogni giorno pizze che venivano venduti sia in Italia sia all'estero.

Sarà interessante seguire i futuri esperimenti d'asta di queste tre aziende (che si apriranno nelle prossime settimane) per capire se il settore alimentare completerà l'ultimo tassello per uscire dalla crisi: la ripresa degli investimenti. Grazie alle esportazioni (cresciute dal 2007 ad oggi del 58%) l'alimentare ha retto meglio all'urto rispetto ad altre realtà imprenditoriali italiane. Sono stati comunque persi ventimila posti di lavoro. Sia Az che Faraci hanno prodotti adatti per essere esportati ed un posizionamento che era già orientato al mercato estero. Sono quindi aziende su cui investitori motivati possono puntare. Con una certezza: a tavola il “made in Italy” non passa mai di moda.

Condividilo sui Social!