La scelta del gestore della vendita telematica nelle procedure esecutive immobiliari

Prime riflessioni sulla risoluzione della VII Commissione del CSM

Interessantissima delibera pubblicata in data 23 maggio 2018 dalla VII Commissione del CSM, che prova a fare chiarezza sulle modalità tecniche ed operative e sulle misure organizzative in ambito di vendite telematiche esecutive immobiliari. A fronte dell’effettiva attuazione delle disposizioni del DM n. 32/2015, infatti, il CSM interviene per definire criteri di selezione e di nomina dei gestori della vendita telematica in ambito esecutivo immobiliare. Si parla nello specifico dell’opportunità di una “rotazione ponderata degli incarichi”, e di come per converso soprattutto in questa fase pare inappropriato procedere con l’affidamento di tutte le procedure di vendita ad un unico soggetto individuato. Un altolà quindi alle convenzioni, protocolli e bandi che alcuni Uffici Giudiziari in queste settimane avevano proposto, finalizzati a concedere il servizio di gestore della vendita telematico in esclusiva, in favore invece di un’alternanza dei soggetti nominati, su indicazione e scelta del Giudice dell’esecuzione, nel rispetto dei principi di trasparenza e buon andamento. Ma attenzione, ancor più importante probabilmente è l’ulteriore distinguo che la Commissione traccia tra vari gestori: la rotazione infatti non deve essere indiscriminata, ma ponderata e, appunto, “temperata”: il Magistrato non dovrà quindi valutare, ai fini della scelta, il semplice requisito dell’iscrizione all’interno del registro dei gestori ministeriale, ma dovrà altresì tenere in debita considerazione anche ulteriori requisiti ritenuti fondamentali ai fini di una scelta efficiente, quali “il prezzo, l’esperienza maturata nel settore delle esecuzioni forzate, la qualità del servizio offerto, la tipologia di assistenza garantita etc.”. Se quindi l’intento è quello, condivisibile, di evitare la concentrazione in capo ad un unico soggetto di tutte le vendite di pertinenza di un singolo Ufficio giudiziario (soprattutto in questa prima fase di sperimentazione), dall’altro si ribadisce come un’eccessiva frammentazione degli incarichi potrebbe comportare una gestione non uniforme ed efficiente delle diverse procedure, soprattutto in quei casi in cui i criteri di nomina dei Tribunali non tengano in debita considerazione le reali caratteristiche dei singoli soggetti gestori, basando la propria scelta sul semplice requisito formale dell’iscrizione al registro ministeriale. Non tutti i gestori, quindi, sono uguali. Oggi lo conferma anche il CSM. A ben guardare, infatti, oggi il registro dei gestori della vendita telematica conta ben 35 (35!!) soggetti iscritti.

Ma quanti di questi hanno reale esperienza in campo di organizzazione e gestione di aste telematiche?

E soprattutto quanti hanno un “proprio portale” e quindi piattaforme software di proprietà che possono controllare, gestire, monitorare in ogni momento all’occorrenza?

Probabilmente le dita di due mani sono già troppe per contarli. Eppure, a ben guardare, sono proprio questi requisiti sostanziali che i Tribunali dovrebbero considerare, all’atto della scelta. Non quindi la semplice iscrizione formale (che se vogliamo è requisito tutto sommato banale e sicuramente non esaustivo), ma al contrario le caratteristiche reali dei servizi offerti, l’esperienza maturata nell’ambito della gestione delle vendite forzate, la solidità e le reali risorse informatiche alla base del soggetto gestore.

Vedremo ora se e come i vari Uffici recepiranno le indicazioni della VII commissione.

Di seguito il link alla delibera integrale del CSM 

https://www.csm.it/documents/21768/87316/risoluzione+vendite+immobiliari+23+maggio+2018/ec338eb7-c228-54ec-e0bf-b7b1478c174e

Approfondimento a cura di Daiana Argnani

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