IT Auction ospite al primo Secured NPL/UTP Convention Day

«Il debitore è il primo soggetto da salvaguardare nella gestione Npl»

 

Renato Ciccarelli, fondatore e CEO di IT Auction, è stato tra i relatori che nella mattina del 27 giugno hanno partecipato al primo Secured NPL/UTP Convention Day della sede di Palazzo Stelline a Milano, dove si è affrontato ancora una volta il tema caldo della gestione dei crediti non performanti con immobili a garanzia, approfondendone prassi virtuose e novità normative.

Alla terza tavola rotonda "La vivacizzazione del sottostante" hanno preso parte, insieme a Ciccarelli, Filippo Gullo (Responsabile Valutazioni Il Punto/Corfac Int), Edmondo Jonghi Lavarini (Presidente Re-Anima), Antonio Campagnoli (Presidente Fiabci Italia), Daniela Percoco (Marketing & Research Manager CRIF Real Estate Services) e Alessandro Berlincioni (Vicepresidente Vicario Fiabci Italia).

Nel suo intervento, il CEO di IT Auction ha raccontato l'esperienza che ha portato l'azienda faentina a diventare in otto anni uno tra i principali player del mercato sul fronte della gestione dei Non Performing Loans e a stringere un'importante partnership con illimity Bank S.p.A. dando, di fatto, vita al primo operatore end-to-end specializzato negli NPL corporate. «Ci siamo mossi molto velocemente con delle ottiche di massimizzazione del risultato e di minimizzazione del tempo, attraverso una logica lineare basata su una succes fee pagata da chi compra quando il bene si vende».

«Il mondo Npl - continua Ciccarelli - sta generando la necessità di una maggiore attenzione verso quello che viene definito l'ultimo miglio dell'asset disposal e necessita di procedure trasparenti che ripartano dalla centralità delle persone, in primis del debitore». Ciccarelli sottolinea che per ottenere questo risultato di ottimizzazione e velocizzazione delle vendite occorre fin da subito sia intervenire attraverso delle attività di vivacizzazione o remarketing, necessarie affinchè l'attività legale del Tribunale sia supportata da un soggetto che è commercialmente più attivo, sia innestare un cambiamento che «permetta di far capire al debitore che barricarsi dentro casa per impedire la vendita dell'immobile o addirittura versare le cauzioni con un parente per poter posticipare la data della vendita, non fa altro che svilire il valore del bene, non estingue il debito e non risolve certamente il problema». 

Ecco dunque che Ciccarelli torna a parlarci della necessità di una «rivoluzione culturale» che è sicuramente difficile e che siamo chiamati ad attuare per «rendere migliore e commercialmente più vicino al libero mercato la vendita degli asset a garanzia».

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