In Usa lo shopping on line sorpassa quello in negozio, in Italia aumento del 20% in un anno per il mercato digitale

Hanno un’età compresa tra i 18 e i 34 anni. Tra le mani, per ore e ore al giorno, stringono smartphone e tablet. In America li hanno già ribattezzati i “Millennials”, giovani utenti sempre connessi che hanno alimentato il divampare dell’mCommerce (mobile commerce) con il loro 63% di incidenza nell’utilizzo di telefonini di ultima generazione per compiere acquisti su web.

Da tempo il trend era chiaro: il giorno del sorpasso sarebbe arrivato e secondo un recente report di UPS, lo shopping online negli Stati Uniti ha ormai superato quello in negozio. Lo studio mostra che in media il 51% degli acquisti, esclusi quelli per i generi alimentari, sono stati effettuati online negli ultimi tre mesi. Due fattori principali guidano questa tendenza: i Millennials, che, in media, ora effettuano il 54% dei loro acquisti tramite eCommerce; gli smartphone, utilizzati per fare spese online dal 44% degli utenti, con una crescita di circa 3 punti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Guardando all’Italia, c’è da registrare un ‘anniversario’ importante: la transazione digitale è diventata maggiorenne. Era infatti il 3 giugno del 1998 quando un utente da Freemont, in California, acquistò con carta di credito una copia de “La concessione del telefono” di Andrea Camilleri, a soli 35 minuti dalla messa online del sito Ibs.it. Sembra passato un secolo e invece risale ad appena 18 anni fa il primo acquisto virtuale-digitale di un bene messo fisicamente in vendita in Italia. Ma come va, ad oggi, il mercato digitale? Dal 2009 a oggi la crescita è stata esponenziale, con numeri a doppia cifra: il 2015 ha fatto registrare un aumento del 19%, per un fatturato di circa 28 miliardi di euro. Secondo i dati diffusi da Netcomm, solo negli ultimi tre mesi, quasi 20 milioni di italiani hanno fatto shopping elettronico almeno una volta. Di questi, 12 milioni acquistano su internet almeno una volta al mese, la metà ha meno di 44 anni, a dimostrazione che la Rete non è territorio solo dei giovanissimi. 

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