Il bello di essere mamma (e donna) a It Auction

Lavoratrici, entusiaste, gratificate: per l'8 marzo, parola al vero valore aggiunto dell'azienda

“Il bello di lavorare in It Auction è che ci si sente a casa, ci si sente parte di una grande famiglia”.
Daiana Argnani, mamma di Marta, descrive così l’azienda nella quale, da quasi tre anni, ricopre il ruolo di account manager. “Mi ritengo fortunata – prosegue – perché faccio un lavoro che mi gratifica all’interno di una realtà attenta alle esigenze del personale, un’azienda giovane, che crede nell’apporto che noi donne possiamo fornire quotidianamente e che riconosce l’importanza dell’essere madri, ma anche le difficoltà che ne derivano, tra cui la paura di essere rimpiazzate”.

Ci sono imprese nelle quali, da un giorno all’altro, ci si trova davanti ad un obbligo, al dover scegliere tra “lavoro o famiglia”. L’azienda faentina – attenta al welfare e al ‘wellness’ interno – fa parte di un’altra galassia. Quella della normalità, quella che valorizza la ‘vita’ di chi vi lavora assicurando un clima sano e ricco di stimoli. “Quando sono andata in maternità mi sono sentita libera di farlo – dice Sandra Capacci, mamma di Vittoria, una bimba di quasi tre anni - in It Auction nessuno mi ha messa a disagio per questa mia decisione. Qui è possibile ritagliarsi degli spazi senza dover necessariamente rinunciare al lavoro”. Lo sta sperimentando ora Daiana, fresca di rientro dalla maternità: “Appena tornata ho trovato appoggio e una disponibilità totale a venire incontro alle mie esigenze. Mi è stato concesso un reinserimento graduale. Tutto questo contribuisce a costruire una realtà lavorativa che non ci limita come donne, come mamme e che non vediamo né come obbligo, né come oppressione”.

Le esperienze delle mamme-lavoratrici di ‘casa It Auction’ non si limitano a queste: “Se ho bisogno di ore per seguire la bambina o per accompagnarla all’asilo posso farlo tranquillamente, senza dover dare prove o giustificazioni”. Sono le parole di Jessica Laghi, mamma di Giada, che testimoniano l’atmosfera di fiducia che si respira nel network di aste online. Un contesto flessibile, ben lontano da giochi di sfruttamento e ripicche di cui si sente spesso parlare nel mondo del lavoro. La dura realtà è che frequentemente la maternità finisce tra due fuochi: da una parte le aziende la vedono come un peso, dall’altra non manca chi se ne approfitta facendone un pretesto per compensare a situazioni di disagio.

E’ proprio dalla necessità di evitare questi giochi di potere che Renato Ciccarelli, fondatore di It Auction, facendo della maternità uno dei principi cardine della sua gestione aziendale ha cercato di costruire un ambiente di lavoro su misura, ritenendo il “lavorare con le donne” un valore aggiunto e un’opportunità. “Quando un ambiente di lavoro ti somiglia, vuoi starci dentro ed il fatto che, anche durante la loro assenza, le dipendenti abbiano mantenuto legami con il lavoro e con i colleghi è un segnale che ci fa capire che per queste donne il lavoro è vita”. Lo dice da padre di due bimbi… e da neo-zio: giusto la settimana scorsa, infatti, è nato Mattia, figlio di Gloria e Lorenzo Ciccarelli, fratello di Renato e a sua volta membro del team Ita. Ma lavorare con le donne, come si percepisce chiaramente dentro It Auction, ha un altro vantaggio: quello di vedere la loro voglia di lasciare il più possibile quando vanno in maternità e di dare il massimo quanto rientrano per tornare alla normalità.

It Auction ha ottenuto il massimo dell’impegno da parte dei propri collaboratori comprendendo le necessità delle donne in primis e delle donne madri che si trovano in un periodo fragile della loro vita, così facendo è nato un modello di gestione aziendale innovativo, flessibile, moderno, basato – appunto – sulla responsabilizzazione e la fiducia reciproca. Come in una grande famiglia.

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