Crisi d'impresa. Importanti novità in materia concorsuale.

Decreto legge per la crescita approvato in data 23 giugno

          Nella seduta del 23 giugno 2015, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge (pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 27 giugno 2015), recante importanti modifiche alle disposizioni in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria

Le misure adottate muovono dall’esigenza, dichiarata dal Ministro Padoan, di “rimettere in moto il mercato del credito”,  e muovono dal principio per cui un’impresa in crisi verosimilmente trascinerà con sé altre imprese che con essa si rapportano (fornitrici di beni servizi), continuando a contrarre obbligazioni che poi non sarà in grado di onorare.  Il decreto contiene pertanto misure che permettono di affrontare in modo incisivo e tempestivo i casi di crisi aziendale, cercando di limitare le perdite del tessuto economico, sia nella dimensione strettamente imprenditoriale sia sul piano finanziario, e gli effetti sulle realtà aziendali contigue all'impresa in crisi.

Di seguito si indicano le principali novità in materia concorsuale (vedi nota del Consiglio dei Ministri n.69 del 23/06/2015):

  • Accesso al credito nel corso di una crisi aziendale: il Tribunale può autorizzare finanziamenti interinali anche nel caso di concordato in bianco e in via d’urgenza anche senza attestazione di un professionista, sentiti i creditori principali. In questo modo si aumentano le possibilità di riuscita di piani di risanamento dell’impresa in crisi.
  • Apertura alla concorrenza nel concordato preventivo – offerte concorrenti: offerte per l’acquisto dei beni possono essere presentate – oltre che dal debitore – anche da terzi, purché migliorative e comparabili. In questo modo si evita la svalutazione abusiva del patrimonio. 
     
  • Apertura alla concorrenza nel concordato preventivo – proposte concorrenti : il concordato preventivo può essere presentato anche dai creditori quando la proposta del debitore non prevede la soddisfazione di almeno il 25% dei crediti chirografari, purché si tratti di proposta migliorativa. In questo modo si favorisce l’immissione di nuovi capitali nell’impresa in crisi e la corretta valorizzazione del patrimonio del debitore.
     
  • Ristrutturazione dei debiti: l’accordo può essere concluso con il 75% dei creditori finanziari, se questi rappresentano almeno la metà dell’indebitamento, fermo l’integrale pagamento dei creditori non finanziari (per esempio altre imprese fornitrici di beni e servizi). In questo modo si evita che alcuni crediti finanziari possano bloccare l’esito della procedura, e quindi si favorisce un risanamento precoce.
     
  • Curatore fallimentare: la figura del curatore fallimentare viene distinta da quella del commissario giudiziale – le due vengono rese incompatibili – e deve essere in grado di completare i propri adempimenti entro i termini, pena la revoca. In questo modo si garantisce la terzietà del commissario e si riducono i tempi delle procedure di fallimento.
     
  • Operazioni di vendita: le operazioni di vendita vendono rese più rapide e tali da migliorare il valore realizzato, grazie alla gestione prioritaria per via extra giudiziale, alle modalità di determinazione del prezzo di vendita, ai criteri di aggiudicazione e ai costi per la pubblicità.
     
  • Deducibilità delle perdite: il regime di deducibilità ai fini Ires e Irap delle svalutazioni crediti e delle perdite su crediti degli enti creditizi e finanziari e delle imprese di assicurazione viene modificato introducendo, al posto della deducibilità annuale in misura di un quinto per ciascun anno, la deducibilità integrale di tali componenti negativi di reddito nell’esercizio in cui sono rilevati in bilancio. In questo modo si incentivano le imprese del credito a dismettere crediti incagliati così da alimentare il margine patrimoniale per la concessione di nuovo credito. È intervenuto in Consiglio dei ministri, appositamente invitato, il Viceministro della giustizia Enrico Costa.

         

          Significative novità si evincono anche in tema di vendite giudiziarie: viene infatti istituito il portale delle vendite pubbliche, gestito dal Ministero della Giustizia, ove dovrà essere data notizia di tutte le vendite giudiziarie e dove l’interessato potrà acquisire informazioni relative alle vendite giudiziarie di tutto il territorio nazionale. Viene pertanto superata l’attuale frammentazione, che vede la pubblicazione degli avvisi di vendita da parte del singolo Tribunale e da parte di siti privati, in favore dell’istituzione di un unico portale pubblicitario pubblico.

I costi di pubblicazione saranno anticipati dal creditore procedente: il decreto parla infatti di 100 euro (per ogni atto esecutivo che necessita di pubblicazione), importo riguardante beni immobili e beni mobili registrati; per i beni mobili, il contributo per la pubblicazione non è dovuto.

La pubblicazione dell’avviso sul portale vendite pubbliche è obbligatoria, tanto che se non viene eseguita nel termine stabilito dal Giudice, quest’ultimo dichiarerà con ordinanza l’estinzione del processo esecutivo.

La pubblicità dovrà essere eseguita dal professionista delegato per le professioni di vendita o dal commissionario o, in mancanza, dal creditore procedente.

Le modalità tecniche saranno prescritte dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della Giustizia e saranno rese disponibili mediante pubblicazione nell’area pubblica del sito del Ministero denominata “portale delle vendite pubbliche”.

Ove la pubblicità riguardi beni immobili o mobili registrati, la pubblicazione potrà essere effettuata solo dietro presentazione dell’avvenuto pagamento del contributo per la pubblicazione.

L’obbligatorietà della pubblicità sul portale delle vendite giudiziarie è già stata, dallo stesso decreto, estesa alle procedure concorsuali.

Le modifiche si inseriscono in una fase in cui è in corso lo studio approfondito di riforma organica della disciplina concorsuale, ad opera di una commissione di esperti nominata dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando. 


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