Apertura alla concorrenza nel concordato preventivo.

Scopri le novità introdotte con il decreto Legge 27 giugno 2015, n. 83

Il Governo è intervenuto nuovamente sulla disciplina del concordato preventivo, dettando una disciplina certa delle vendite “competitive” di aziende e beni in ogni fase e tipologia di concordato, e consentendo che le vendite possano avere luogo anche prima dell’omologazione del concordato.

L'input al legislatore è arrivato dalle decisioni dei Tribunali di Bologna e Milano nei notissimi casi “San Raffaele” e “La Perla” nei quali – in presenza di indici di incongruità del prezzo – avevano imposto al debitore, che aveva designato nella proposta un acquirente dei complessi aziendali, di svolgere una gara competitiva immediata, prima dell’adunanza dei creditori, per poter selezionare l’affittuario dell’azienda in vista della cessione che, come di consueto, sarebbe intervenuta solo dopo l’omologazione del concordato. 

Questo orientamento applicativo ha avuto un seguito piuttosto diffuso, ma non uniforme tra i Tribunali italiani, generando diverse incertezze tra gli operatori e gli investitori interessati a rilevare beni e complessi aziendali nell’ambito del concordato.

Il legislatore ha recepito questo orientamento nel nuovo art. 163-bis l.fall. nel quale si prevede – per qualsiasi tipologia di concordato, indipendentemente dalla forma della cessione dei beni ai creditori – che il commissario giudiziale debba sempre valutare motivatamente la congruità del prezzo previsto nel piano per la cessione di aziende o rami d’azienda e di beni determinati, quando la proposta preveda un acquirente già individuato. Se risulta che il prezzo offerto può non rispondere al migliore interesse dei creditori, il commissario giudiziale deve chiedere al Tribunale di aprire un procedimento competitivo, se vi sono probabilità di conseguire una migliore soddisfazione dei creditori. 

Con il decreto con cui il Tribunale dispone, eventualmente anche d'ufficio, l'apertura del procedimento competitivo viene stabilito quanto segue:

  • le modalità per assicurare la comparabilità delle offerte irrevocabili; 
  • i requisiti di partecipazione degli offerenti; 
  • le forme e i tempi di accesso alle informazioni rilevanti, gli eventuali limiti al loro utilizzo e le modalità con cui il commissario deve fornirle a coloro che ne fanno richiesta; 
  • la data dell’udienza per l’esame delle offerte; 
  • le modalità di svolgimento della procedura competitiva; 
  • le garanzie che devono essere prestate dagli offerenti; 
  • le forme di pubblicità del decreto. 

La gara deve comunque concludersi prima dell’adunanza dei creditori e il debitore deve modificare la proposta ed il piano concordatario in conformità all’esito della gara, in modo che i creditori siano chiamati a votare sulla proposta aggiornata. 

L’art. 163-bis, primo comma, l.fall. stabilisce inoltre che l’offerta e il piano possono prevedere che il trasferimento dell’azienda o dei beni abbia luogo anche prima dell’omologazione del concordato. 

La nuova disciplina dell’art. 163-bis l.fall. è applicabile ai procedimenti di concordato preventivo introdotti dopo l’entrata in vigore del D.L. n. 83/2015, intervenuta con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale in data 27 giugno 2015


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